Abuso psicologico e comportamenti discriminatori contrari alla Policy per la tutela dei minori: quale ”agire” dev’essere posto in essere dalla Società?
Le Sezioni Unite della Corte Federale d’Appello FIGC, con la decisione del 17 marzo 2025 n. 0092/CFA-2024-2025, hanno evidenziato come una Società non abbia posto in essere “misure appropriate a garantire il rispetto per l’integrità e la dignità nei rapporti con i giovani atleti”, pur avendo provveduto a rispettare i requisiti formali richiesti dalla normativa regolamentare federale.
Il rispetto della forma, invero, è stato ritenuto dalla Corte corollario di un “concreto agire” per far sì che venga concretizzato quel “dovere di vigilanza e di intervento nel contrasto e nella repressione di abusi, violenze e discriminazioni”.
La decisione in commento è stata resa all’esito del procedimento n. 89/CFA nel quale le Sezioni Unite hanno respinto il reclamo proposto da una Società e dal suo Presidente, confermando così la decisione resa dal Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare riguardo i comportamenti discriminatori posti in essere da un allenatore ai danni di calciatori minorenni del gruppo squadra Under 15, nonché alle condotte omissive e negligenti della Società, che aveva consentito e comunque non impedito che tali episodi si verificassero.
Fonte “Altalex.com” del 17/04/2025
