La responsabilità della Pa va esclusa in caso di errore scusabile dovuto a contrasti giudiziari, incertezza normativa e complessità della situazione di fatto
Una società, dopo aver rilevato un’attività di parcheggio, chiede al Comune l’autorizzazione ad esercitare l’attività complementare di autolavaggio. L’amministrazione oppone un diniego ritenendola incompatibile con la destinazione di zona. La società, allora, impugna il provvedimento dinnanzi al TAR e, in seguito all’annullamento del provvedimento da parte dei giudici amministrativi, evoca nuovamente in giudizio il Comune al fine di ottenere il risarcimento per il pregiudizio patito a causa dell’illegittimo diniego.
Quali sono i presupposti per invocare la responsabilità della P.A. per il danno cagionato da statuizioni provvedimentali illegittime?
Il Consiglio di Stato, Sezione V, con la sentenza del 2 febbraio 2024, n. 1087, ricostruisce i presupposti della responsabilità della pubblica amministrazione e, in particolare, chiarisce che il privato può limitarsi ad allegare l’illegittimità dell’atto come indice presuntivo della colpa, mentre spetta all’amministrazione l’onere di dimostrare di essere incorsa in un errore scusabile. La suddetta presunzione di colpa, però, può essere riconosciuta solo nei casi in cui la violazione commessa sia tale da palesare la negligenza e l’imperizia dell’organo nell’assunzione del provvedimento. Nel caso di specie, invece, i giudici amministrativi hanno ritenuto che l’amministrazione abbia commesso un errore scusabile e, quindi, non le sia ascrivibile alcuna responsabilità. Infatti, «la responsabilità deve essere negata quando l’indagine conduce al riconoscimento di un errore scusabile per la sussistenza di contrasti giudiziari, per la incertezza del quadro normativo di riferimento, per la complessità della situazione di fatto». Inoltre, i giudici hanno chiarito che il risarcimento del danno non consegue automaticamente all’annullamento giurisdizionale dell’atto ma postula la sussistenza di ulteriori presupposti (come la lesione di un interesse legittimo, il nesso causale tra l’illecito e il pregiudizio patito e la sussistenza della colpevolezza dell’amministrazione).
