Non possono esistere apprezzamenti denigratori senza un contenuto oggettivamente offensivo (CNF, sentenza n. 286/2023)
Per integrare l’illecito deontologico di apprezzamenti denigratori nei confronti dei colleghi, non basta un’affermazione enfatica, ma occorre che vi sia un contenuto oggettivamente offensivo.
Lo ha stabilito il CNF con la sentenza 5 dicembre 2023, n. 286, accogliendo il ricorso di un avvocato condannato in prima battuta dal Consiglio distrettuale di disciplina alla sanzione dell’avvertimento.
Serve un contenuto oggettivamente offensivo e non basta un’affermazione enfatica per violare il divieto di apprezzamenti denigratori nei confronti dei colleghi.
Il caso, è arrivato al Consiglio Nazionale Forense a seguito del ricorso promosso da un avvocato di Bolzano contro la decisione del Consiglio distrettuale di disciplina di Trento, che gli aveva comminato la sanzione dell’avvertimento.
Il legale era stato sottoposto a procedimento disciplinare per aver utilizzato nella comparsa di costituzione e risposta una espressione enfatica, accompagnata da tre punti esclamativi e percepita come denigratoria da parte del collega di parte attrice.
