UNCAT esprime delusione per le scelte del Governo e segnala le criticità e le contraddizioni del testo con i principi della legge delega
All’indomani della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, lo scorso 3 gennaio 2024, del decreto legislativo n. 220/2023 contenente disposizioni in materia di contenzioso tributario, l’Unione nazionale degli avvocati tributaristi (UNCAT), interviene con un comunicato stampa molto critico.
A preoccupare i legali, il rischio di incostituzionalità del decreto per eccesso di delega e la limitazione delle garanzie difensive per il contribuente. Il modello prescelto, spiega il comunicato, costituirebbe un ibrido tra il processo amministrativo ed il processo civile, ma del primo non sono state importate le disposizioni che garantiscono il diritto di difesa, finendo così per mortificare il diritto di difesa del cittadino. Un esempio in tal senso sarebbe costituito dalla limitazione al regime di ammissibilità delle prove, con il divieto di produzione di documenti nuovi in fase di appello.
UNCAT manifesta contrarietà anche alle nuove disposizioni sulle spese di giudizio, ritenute meno garantiste se confrontate con i principi della legge delega.
A destare preoccupazione anche la disposizione sulla sentenza in forma semplificata, che si prevede possa venire emessa già in sede cautelare. Mentre nel processo amministrativo la sentenza in forma semplificata conserva dei presidi a garanzia della difesa, il nuovo testo per il giudizio tributario non contempla analoghi strumenti. Inoltre, produrre provvedimenti con motivazioni apparenti, comporta il rischio di vedere moltiplicare le impugnazioni, a scapito degli obiettivi di celerità che la norma intendeva perseguire.
