Portale web del Processo Civile Telematico ancora non adeguato: vince il cartaceo
Avvio con inefficienza per il Processo civile telematico negli uffici del giudice di pace: a volte le connessione “salta” e così si perde il lavoro di redazione degli atti perché manca un sistema di salvataggio automatico; la firma digitale non è utilizzabile ovunque, perché in alcuni casi non è stato inviato il codice; l’accesso al nuovo portale “PST” da parte dei giudici di pace non sempre è possibile con le credenziali “giustizia” e occorre accedere con Spid personale; a volte non si riesce a depositare il provvedimento generato; in alcune sedi non vi sono ancora dispositivi e pc utilizzabili dai giudici; per non parlare del format degli atti informatici, che in alcuni casi non possono essere compilati correttamente; se per superare il problema, si fa “il taglia e incolla” da word, l’atto che ne viene fuori è graficamente improponibile. Nel portale mancano format per tanti provvedimenti ancora, quali i decreti di correzione, le ordinanze preliminari, quello per l’esecutorietà dei decreti ingiuntivi, il verbale di mancata comparizione articolo 309; altri ancora.
A qualche giorno dall’avvio del PCT negli uffici dei giudici di pace, si torna alla carta visto che sono tanti i capi degli uffici che, per superare i disservizi, si stanno avvalendo della possibilità prevista dall’articolo 196 quater delle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile, che consente di autorizzare il deposito dell’atto processuale in cartaceo in caso di disguidi tecnologici. E poi c’è chi taglia la testa al toro… fissando le udienze al 2024 in attesa che tutto funzioni come si deve.
