Il Consiglio Nazionale forense ricorda che la condanna deontologica può aspirare ad essere anche esemplare
“La condanna deontologica può aspirare ad essere anche esemplare”. E’ quanto afferma il Consiglio Nazionale Forense nella sentenza n. 19/2023 decidendo il ricorso di un avvocato avverso la sanzione disciplinare irrogata dal Consiglio distrettuale di disciplina della sospensione dall’esercizio della professione per la durata di due anni e mezzo.
L’inciso, contenuto nella motivazione della decisione disciplinare impugnata dal ricorrente, secondo cui l’incolpato “meriterebbe una sanzione esemplare – spiega il CNF – da un lato è perfettamente compatibile, ed affatto fuorviante, con la stessa ratio del procedimento che ha ad oggetto violazioni di natura deontologica e, dall’altro, non può ritenersi in alcun modo sintomatico di un difetto di terzietà dell’organo giudicante”.
Nella fattispecie, infatti, l’incolpato era stato condannato in sede penale per aver promosso e partecipato, unitamente ad altri soggetti, ad un’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati di truffa in danno di compagnie assicurative con il ruolo di patrocinatore nelle controversie giudiziarie relative ai falsi sinistri ideati e realizzati dall’associazione stessa.
