Ecco lo stato di avanzamento delle riforme

La durata dei processi si riduce (rispetto ai valori del 2019) dell’11,8% nel settore civile e del 10% in quello penale (in base all’indicatore disposition time, che si calcola usando il rapporto tra i procedimenti pendenti e quelli definiti alla fine anno e moltiplicandolo per 365).

Il ministero della Giustizia ha pubblicato il 26 aprile scorso i dati, aggiornati a chiusura 2022, delle azioni di monitoraggio continuo sull’andamento della giustizia, basati sugli indicatori PNRR. Nella relazione semestrale viene confermato il trend di riduzione già osservato nel I semestre dell’anno 2022, “coerenti con gli impegni assunti con la Commissione europea che prevedono, come obiettivi finali, una riduzione della durata dei processi del 40% nel civile e del 25% nel penale, entro giugno 2026” specifica la Direzione Direzione generale di Statistica e analisi organizzativa del Dipartimento per la transizione digitale della giustizia, l’analisi statistica e le politiche di coesione.

Preoccupa di più l’arretrato, il cui trend di smaltimento, specie in primo grado, a fine 2022 si è attestato su meno 9,3% in Tribunale e meno 28,3% in Corte di Appello. Forse ancora troppo poco per raggiungere il risultato della riduzione del 90% entro il 2026.

Ma a che punto è l’attuazione delle riforme? La risposta la troviamo nel Booklet Unità di Missione PNRR Giustizia, la relazione aggiornata a fine marzo sullo stato di avanzamento del Pnrr Missione Giustizia, che certifica che tutto è a posto; anche se…

Ricordiamo che la Missione Giustizia del PNRR consta di tre macro capitoli, capitale umano, edilizia giudiziaria e digitalizzazione, su cui sono state allocate risorse per più di due miliardi e 80mila euro.

Fonte “Altalex.com” del 02/05/2023