Dal 28 febbraio entra in vigore il nuovo rito civile. Tra timori e incertezze interpretative in scena il d-day della riforma Cartabia

Nel groviglio cronologico dell’articolato della riforma civile Cartabia (Dlgs n. 149/22) all’operatore del diritto non sarà sfuggito l’intento “orientativo” dell’articolo 35 che, nella finalità di regolamentare il passaggio dalla normativa precedente a quella nuova, tenuto conto sia dei procedimenti pendenti sia di quelli di nuova instaurazione, detta la disciplina transitoria, ma il cui testo è apparso “caleidoscopico”, essendo risultato oggetto di plurimi adattamenti normativi succeduti in poche settimane.

Il legislatore delegato, infatti, ha individuato una timeline con date diverse e, nel contempo, differenti criteri di applicazione delle norme contenute nella riforma. Il primo comma, nella primissima formulazione, stabiliva un criterio generale optando per l’applicazione delle nuove disposizioni ai procedimenti instaurati dopo il 30 giugno 2023, calendarizzando talune eccezioni cronologiche per l’entrata in vigore di specifiche norme.

Vediamone l’evoluzione, tra legge di bilancio, decreto milleproroghe (già convertito in legge) e decreto-legge PNRR 3, cercando di fotografare lo stato dell’arte al 28 febbraio 2023.

Fonte “Norme e Tributi Plus Diritto” de “Il Sole 24 Ore” del 28/02/2023