L’Avvocatura chiede di posticipare la Riforma per la fase introduttiva del processo e nei procedimenti di famiglia e minori oltre a risolvere le inadeguatezze delle strutture informatiche

L’11 gennaio scorso si è tenuto un incontro tra il Capo di Gabinetto del Ministero della Giustizia, Alberto Rizzo e l’Avvocatura, con a tema i problemi organizzativi legati all’anticipazione dell’entrata in vigore della riforma della Giustizia, dalla data inizialmente prevista del 30 giugno a quella del 1° marzo prossimo.

L’Avvocatura ha espresso senza mezzi termini la contrarietà al provvedimento di anticipazione delle nuove norme, esponendo le notevoli criticità, prima fra tutte la mancanza di mezzi, risorse e strumenti a supporto di un cambiamento strutturale, come quello previsto dalla Riforma Cartabia. Il rischio, avvisa Maria Masi è che il cambiamento non produca il “necessario recupero di efficienza richiesto dall’Europa”, ma piuttosto finisca per “aggravare la più grave e critica situazione attuale”.

All’esito del confronto, la Presidente del CNF si dice rassicurata dalla disponibilità del Ministero a recepire gli interventi correttivi su proposta dell’avvocatura, nonchè ad “intervenire in maniera forte sulle molteplici disfunzioni del sistema informatico e digitale”.

Fonte “Altalex.com” del 20/01/2023