Adempimenti da remoto, pagamenti on line, depositi telematici e udienze virtuali

La “Giustizia digitale” entra nel codice di procedura civile, con un Capo ad hoc nello schema di decreto delegato in attuazione della Legge n. 206/2021 (Atto n. 407, Delega al Governo per l’efficienza del processo civile e per la revisione della disciplina degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie e misure urgenti di razionalizzazione dei procedimenti in materia di diritti delle persone e delle famiglie nonché in materia di esecuzione forzata).

Il provvedimento, approvato dal consiglio dei ministri del 28 luglio, è ora al vaglio del Parlamento per i pareri, che dovranno arrivare entro il 2 ottobre prossimo. Ricordiamo che la riforma entrerà in vigore a giugno 2023.

La riforma, tra le altre, introduce norme che il Ministero della giustizia definisce “trasversali”, perché si applicano ai molteplici modelli processuali, sino a interessare pressoché tutti i settori della giustizia. In sintesi:

a) rafforzamento degli strumenti informatici e delle modalità di svolgimento delle udienze  da remoto, con l’estensione e il rafforzamento del processo civile telematico nei procedimenti davanti  al giudice di pace, al tribunale, alla corte d’appello e alla Corte di cassazione (comma 17, lettere a) – c) e h), Legge n. 206/2021), la semplificazione delle modalità di versamento del contributo unificato (comma 17, lettera f), L. n. 206/2021), e la possibilità per il giudice, fatta salva la possibilità per le parti costituite di opporsi, di  disporre che le udienze civili che non richiedono la presenza di soggetti diversi dai difensori, dalle parti, dal pubblico ministero e dagli ausiliari del giudice si svolgano con collegamenti audiovisivi a distanza o siano  sostituite dalla modalità cd. a trattazione scritta, dallo scambio di note (comma 17 lett. l), L. n. 206/2021).

b) Quanto ai profili strettamente organizzativi, la riforma punta alla stabilizzazione dell’ufficio per il processo, incaricato del supporto al giudice che dovrà decidere la controversia, è stata demandata, per le sue specificità, ad altro decreto legislativo (Atto n. 406).

c) Infine, lo schema di decreto legislativo sottolinea il ruolo fondamentale dei principi della chiarezza e sinteticità degli atti e dei provvedimenti del giudice (comma 17, lettere d) ed e), L. n. 206/2021) e quello della collaborazione tra le parti e il giudice, applicandoli a diversi snodi del processo.

Principi presidiati da una “rimeditata e più puntuale applicazione degli strumenti sanzionatori a disposizione del giudice (in primis, nella definitiva liquidazione delle spese di lite, nell’applicazione delle diverse forme di condanna di cui all’art. 96 c.p.c., ma anche nella stessa valutazione del comportamento processuale ai fini della decisione).

Fonte “Altalex.com” del 05/09/2022