L’imponibilità IRPEF è subordinata alla condizione del possesso di valute virtuali per un controvalore superiore a 51.645,69 Euro per almeno sette giorni lavorativi continui nel periodo di imposta. Soggetti a vigilanza i prestatori di servizi di conversione di valute virtuali e ogni servizio professionale funzionale alla conservazione delle stesse.
Con la recente pubblicazione del Disegno di legge recante “Disposizioni fiscali in materia di valute virtuali e disciplina degli obblighi antiriciclaggio“ ( Atto Senato n. 2572 ), trovano ingresso nel nostro ordinamento alcune disposizioni in tema di fiscalità delle valute virtuali.
Come si desume dai lavori parlamentari, “l’impianto normativo previsto dal disegno di legge non si sovrappone alle misure recentemente adottate dal Ministero dell’economia e delle finanze, bensì le integra con la finalità di sviluppare una nuova tecnologia finanziaria in Italia accelerandone la diffusione nel campo dei finanziamenti in capitale di rischio e degli investimenti delle imprese“, in aderenza a quanto previsto in altri ordinamenti esteri, come ad esempio Austria, Irlanda, Lussemburgo, Olanda e Ungheria.
Nello specifico, gli ambiti dell’intervento legislativo sono due: il primo è relativo al riconoscimento fiscale delle valute virtuali, il secondo concerne i connessi obblighi antiriciclaggio.
Fonte Norme e Tributi Plus Diritto de “Il Sole 24 Ore” del 10/05/2022
