È un fronte compatto quello che si va componendo in queste ore contro quella che viene ritenuta una indebita intrusione nei confronti del potere del Parlamento di riformare la giustizia

Arriva la reazione dell’Avvocatura e delle sue Associazioni dopo l’annuncio dello sciopero procalamato dai magistrati – ma la data è ancora da decidere – contro la riforma del Csm e dell’ordinamento giudiziario già votata dalla Camera e calendarizzata questa settimana in Commissione giustizia al Senato. È un fronte compatto quello che si va componendo in queste ore contro quella che viene ritenuta una indebita intrusione nei confronti del potere del Parlamento di riformare la giustizia.

Per il Presidente delle Camere penali Caiazza: così le toghe reagiscono al riequilibrio dei poteri dello Stato. Per l’Ocf lo sciopero, sebbene formalmente legittimo, interviene su un tema che compete solo al Parlamento e direttamente ai cittadini attraverso i referendum. E l’Associazione nazionale forense annuncia: gli avvocati italiani faranno lo scudo a difesa della riforma contro i tentativi della magistratura di difendere le proprie rendite di posizione. “Allarme” viene espresso anche dall’AIGA che manifesta “grande preoccupazione per l’annuncio di proclamare l’astensione quale forma di protesta per i provvedimenti legislativi sull’ordinamento giudiziario”.

Fonte Norme e Tributi Plus Diritto de “Il Sole 24 Ore” del 02/05/2022