Nel 2021 l’83% dei risparmiatori si è avvalso di un avvocato dinanzi all’Arbitro delle Controversie Finanziarie e la percentuale di accoglimento dei ricorsi è stata del 69%

L’Arbitro delle Controversie Finanziarie (ACF) – da non confondere con l’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) – è un organismo istituito nel 2016 per la risoluzione stragiudiziale delle controversie tra risparmiatori e intermediari finanziari. Prima di iniziare un procedimento giudiziario, le parti devono rivolgersi all’ACF, in quanto tale passaggio è una condizione di procedibilità per l’azione giudiziaria. Recentemente, sul sito dell’Arbitro è stata resa nota la relazione annuale da cui sono emersi dati confortanti in merito alla funzionalità di tale meccanismo stragiudiziale. Nel corso del 2021, l’importo dei risarcimenti riconosciuti globalmente ai risparmiatori è il più alto rispetto agli anni precedenti. Il risultato è vieppiù degno di rilievo se si considera che, nella quasi totalità dei casi, gli intermediari chiudono il contenzioso nei termini indicati dall’organismo (si parla di una percentuale del 96,1%).

Gli elementi che giocano a favore dell’ACF sono indubbiamente la velocità della procedura e la gratuità. Invece, non pare determinante la non obbligatorietà dell’assistenza di un legale, infatti, nel 2021, ben l’83% dei risparmiatori si è avvalso dell’ausilio di un avvocato e, nello stesso anno, la percentuale di accoglimento dei ricorsi è stata in media del 69%. Nonostante il patrocinio del legale non sia necessario, nella maggioranza dei casi i risparmiatori si rivolgono ad un avvocato e solo in minima parte alle associazioni dei consumatori. Questo dato dimostra come i piccoli investitori (i cosiddetti “investitori retail”) abbiano difficoltà a patrocinare la propria causa e, in ragione di ciò, ricorrano alle competenze di un professionista forense.

Fonte “Altalex.com” del 15/04/2022