Lo scopo delle nuove misure è consentire ai debitori un risanamento precoce dell’impresa che possa prevenire l’insolvenza ed evitare la liquidazione
Nella seduta del 17 marzo 2022, il Consiglio dei Ministri ha approvato, in esame preliminare, lo schema di decreto legislativo recante modifiche al Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza di cui al D.lgs. 12 gennaio 2019, n. 14, in attuazione della Direttiva (UE) 2019/1023 (c.d. Direttiva “Insolvency”), riguardante i quadri di ristrutturazione preventiva, l’esdebitazione, le interdizioni, e le misure volte ad aumentare l’efficacia delle procedure di ristrutturazione, insolvenza ed esdebitazione.
La Direttiva “Insolvency” si propone di garantire il corretto funzionamento del mercato interno e il pieno esercizio delle liberti fondamentali di circolazione dei capitali e stabilimento, attraverso l’armonizzazione delle legislazioni e procedure nazionali in materia di ristrutturazione preventiva, insolvenza, esdebitazione e interdizioni.
Per poter raggiungere questo obiettivo, il legislatore europeo ha richiesto agli Stati membri di adottare “quadri di ristrutturazione” che vengono definite come le misure e le procedure volte al risanamento dell’impresa attraverso la modifica della composizione, dello stato o della struttura delle sue attività e passività o del capitale (ad esempio la vendita di attività o di parti dell’impresa; la vendita dell’impresa in regime di continuità aziendale o anche una combinazione di questi elementi).
Si vuole consentire ai debitori un risanamento precoce dell’impresa che possa prevenire l’insolvenza ed evitare la liquidazione.
