Per il CNF, l’uso della messaggistica consente una comunicazione più immediata e veloce e non viola il codice deontologico

L’avvocato che comunichi con il Cliente tramite WhatsApp, sms ed altre modalità di messaggistica istantanea non vìola il decoro professionale.

È quanto affermato dalla sentenza n. 28/2021 con cui il Consiglio nazionale forense ha annullato la sanzione della censura inflitta ad un avvocato.

Fonte Norme e Tributi Plus Diritto de “Il Sole 24 Ore” del 26/07/2021