Presentato alla Commissione Giustizia del Senato emendamento al DDL 806/2023 sul sequestro di smartphone, dispositivi e sequestri informatici: il disegno di legge, adeguandosi alla sentenza della Corte Costituzionale n. 170/2023, modifica il codice di procedura penale dettando regole specifiche a tutela della corrispondenza informatica
Con la sentenza n. 170/2023, la Corte Costituzionale ha riconosciuto espressamente che i messaggi di posta elettronica e whatsapp rientrano nella nozione di “corrispondenza”, tutelata dalla Carta.
Il legislatore è dunque all’opera per rivedere la normativa sul sequestro dei dispositivi informatici, in modo da garantire un bilanciamento tra la tutela della riservatezza della corrispondenza informatica e le esigenze di indagine.
L’atto n. 806 di iniziativa dei senatori Zanettin e Bongiorno, al quale è stato presentato un emendamento nella seduta del 15 febbraio scorso, punta ad introdurre nel codice di procedura penale un nuovo art. 254 ter, interamente dedicato alla disciplina del sequestro di dispositivi e sistemi informatici, smartphone e memorie digitali.
Principio cardine intorno al quale è costruita la nuova disciplina è quello di proporzionalità, nel rispetto del quale, devono essere selezionati solo i dati effettivamente necessari alle indagini.
