Una buona parte del contenzioso attualmente pendente davanti ai giudici tributari riguarda questioni di natura catastale aventi ad oggetto classamenti immobiliari, attribuzioni di rendite catastali considerate non congrue dall’ufficio impositore, quantificazioni del saggio di fruttuosità attribuiti agli immobili accertati da parte dell’Agenzia del Territorio (di seguito in sigla “AdT”).

Non sono pochi i punti oscuri che riguardano questa particolare tipologia di contenzioso, caratterizzato da un tecnicismo imprescindibile e fisiologico, considerando la tipologia di questioni trattate, a seguito delle quali le parti in contraddittorio devono inevitabilmente ricorrere a perizie di parte che si affiancano o spesso contrappongono a quella del consulente tecnico designato dal Collegio tributario adito.

Diverse poi le problematiche da affrontare anche nella fase di attivazione dell’azione giudiziale: dalla normativa di riferimento applicabile, alla individuazione della giurisdizione non sempre scontata, come vedremo; dal difetto di motivazione degli avvisi di accertamento emessi e notificati dall’AdT al corretto modus operandi che l’ufficio deve adottare nella rideterminazione dei valori catastali.

La stessa giurisprudenza di merito, ma non meno, quella di legittimità, molto spesso non aiuta gli operatori del settore, ma anche i contribuenti, a fissare punti fermi sulla materia.

Fonte “Norme e Tributi Plus Diritto” de “Il Sole 24 Ore” del 24/01/2024