Per la Suprema corte, sentenza n. 26597 del 14/09/2023, la decisione “nativa digitale” deve riportare il numero e la data di pubblicazione
È improcedibile il ricorso per cassazione nel caso in cui la sentenza impugnata, redatta in formato digitale, risulti priva dell’attestazione di cancelleria circa l’avvenuta pubblicazione, la relativa data e il conseguente numero di pubblicazione. Lo ha ribadito la Suprema corte, con la sentenza n. 26597 del 14/09/2023, rafforzando un recente indirizzo giurisprudenziale.
Tali adempimenti, spiega la Terza sezione civile, sono gli unici che permettono alla S.C. di controllare se e quando il provvedimento impugnato sia effettivamente venuto ad esistenza. Non solo, la produzione di una copia della sentenza incerta nella data e priva del numero identificativo non consente di verificare la tempestività dell’impugnazione, né, in caso di accoglimento del ricorso, di formulare un corretto dispositivo che, coordinato con la motivazione, individui con esattezza il provvedimento cassato.
Fonte “Norme e Tributi Plus Diritto” de “Il Sole 24 Ore” del 14/09/2023
