Sale a 142,5 milioni l’ammontare complessivo dei rimborsi nei sei anni di attività. Il 96% delle decisioni Acf trova esecuzione volontaria da parte degli intermediari

Il 2022 si è concluso con il riconoscimento a favore dei risparmiatori italiani di rilevanti risarcimenti da parte dell’Arbitro per le controversie finanziarie (Acf), l’organo istituito presso la Consob per la risoluzione stragiudiziale delle controversie tra gli intermediari e i loro clienti.

Ammontano, infatti, a 18 milioni di euro i risarcimenti liquidati nell’anno appena conclusosi, con una media pro-capite che sfiora i 28 mila euro. Sale così a 142,5 milioni di euro il valore complessivo dei risarcimenti riconosciuti dall’Arbitro Consob nei suoi primi sei anni di attività, con un tasso di accoglimento dei ricorsi che è stato pari al 57,5% nell’anno appena conclusosi.

Continua ad essere decisamente elevato (oltre il 96%, tanto nel 2022 che nell’intero periodo 2017/2022) il tasso di volontaria esecuzione delle decisioni da parte degli intermediari soccombenti, tra cui spiccano alcuni risarcimenti (20) di valore unitario oscillante tra i 150.000 e i 500.000 euro (quest’ultimo – si ricorda – limite massimo di competenza per valore dell’Arbitro).

In apprezzabile flessione il numero dei ricorsi in entrata: 1.115 nel 2022, a fronte dei 1.582 del 2021, per complessivi 9.810 ricorsi presentati all’Acf dall’avvio della sua operatività, nel gennaio 2017, ad oggi.

Tra i fattori che hanno favorito un tale trend va segnalato, anzitutto, il tendenziale progressivo allineamento delle prassi operative degli intermediari agli orientamenti Acf. Ha senz’altro contribuito nella stessa direzione la novità regolamentare introdotta dalla Consob a fine 2021, che ha circoscritto l’operatività dell’Acf agli investimenti non oltre il decennio precedente la presentazione del ricorso. Ma anche la messa a regime della normativa MiFid II.

Fonte “Norme e Tributi Plus Diritto” de “Il Sole 24 Ore” del 09/01/2023