Previsti tre diversi regimi a seconda dall’anzianità di iscrizione: totalmente contributivo per i futuri iscritti; misto per chi ha maturato meno di 18 anni; retributivo, con la modifica del coefficiente di rendimento, per chi ha più di 18 anni di versamenti
Approvata la Riforma della previdenza forense. Lo rende noto l’Istituto di previdenza precisando che il nuovo articolato sarà inviato ai Ministeri Vigilanti per l’approvazione unitamente alla relazione tecnico attuariale. Dal 2024, dunque, in virtù del nuovo regolamento deliberato dal Comitato dei Delegati di Cassa Forense, il sistema pensionistico dell’Avvocatura passa gradualmente dal calcolo retributivo delle pensioni a quello contributivo.
Si tratta, spiega la Cassa, di un “passaggio necessario per far fronte alle mutate esigenze e rispondere alle previsioni emerse dall’ultimo bilancio tecnico attuariale a 30 anni”, da cui emergono, nel lungo periodo, possibili problemi di “sostenibilità finanziaria” legati principalmente alla “mutata demografia della professione”.
Fonte “Norme e Tributi Plus Diritto” de “Il Sole 24 Ore” del 03/11/2022
