La forma erronea dell’atto di opposizione e le sue conseguenze nella giurisprudenza recente della Cassazione
Qual è il procedimento corretto per recuperare le competenze non pagate dal cliente? L’opposizione del cliente al decreto ingiuntivo deve essere proposta con ricorso o con citazione? E i termini di 40 giorni da quando decorrono?
Queste sono alcune delle questioni alle quali ha dato risposta la Corte di Cassazione con la sentenza 9 agosto 2022, n. 24481.
Sono due le procedure a disposizione dell’avvocato che intenda recuperare i compensi non pagati dal cliente. Lo aveva a suo tempo chiarito la Corte di Cassazione (sentenza n. 4485/2018), precisando che il rito introdotto all’art. 14, d.lgs. n. 150 del 2011, esclude la possibilità per l’avvocato di ricorrere al rito ordinario o al procedimento sommario di cognizione.
Dopo la novella normativa del 2011, le strade percorribili restano solamente due:
- il procedimento sommario sui generis;
- il decreto ingiuntivo, sulla base della nota spese opinata dal competente Consiglio dell’Ordine o dell’accordo sul compenso convenuto con il cliente.
In caso di opposizione al decreto ingiuntivo poi, si ritorna di nuovo sotto le regole del procedimento di cui al punto n. 1.
