Gli interessi sui compensi non scattano solo con la domanda giudiziale ma anche con la richiesta extragiudiziale di adempiere

È nullo il contratto di incarico professionale se l’avvocato non ha l’abilitazione al patrocinio dinanzi alle Corti superiori. E nulla è dovuto a titolo di compenso professionale per le attività svolte comprese quelle non giudiziali, come l’attività preparatoria e di studio della causa.

Con la sentenza n. 29351/2022 la Corte di cassazione esclude così in radice qualsiasi pretesa di pagamento dell’avvocato privo dell’iscrizione all’Albo speciale per la causa svoltasi di fronte al Consiglio di Stato.

Il legale non abilitato riteneva che almeno per l’attività extragiudiziale egli avesse diritto al compenso professionale in quanto l’incarico dato dalla Regione era “unitario” e condiviso con altro avvocato, invece regolarmente abilitato al patrocinio davanti ai giudici di Palazzo Spada.

La Cassazione conferma l’indirizzo secondo cui il contratto per il patrocinio di una causa davanti alle Corti superiori svolto dall’avvocato a ciò non abilitato è radicalmente nullo e quindi non produttivo di alcun effetto.

Fonte “Norme e Tributi Plus Diritto” de “Il Sole 24 Ore” del 10/10/2022