Il 5 maggio 2022 è stata depositata alla Camera dei Deputati la proposta di legge “Introduzione dell’articolo 5-bis della legge 27 luglio 2000, n. 212, concernente l’istituzione di una piattaforma telematica di giustizia predittiva in materia tributaria“ (AC 3593), primo passo verso la codificazione nel nostro ordinamento di un sistema di “giustizia predittiva“.

L’amministrazione della giustizia è uno dei campi di applicazione dell’intelligenza artificiale in cui più di tutti è avvertito il bisogno di assicurare che l’uomo conservi un ruolo centrale e in cui il dibattito sul rispetto delle libertà fondamentali e sulla democraticità di un paese è molto serrato. Il perché è di palmare evidenza, e prescinde dalle difficoltà di individuare l’esatto perimetro di una locuzione suggestiva, evocativa, quella di “giustizia predittiva” (perché in effetti non predice il futuro). In senso molto approssimato la si potrebbe intendere come una metodologia di analisi che grazie all’utilizzo di sistemi automatizzati consente di prevedere, con un relativo grado di probabilità, l’esito e il tempo di definizione di un giudizio relativo ad una specifica controversia.

Ciò che preoccupa i più è lo step successivo, quello relativo all’uso che di tale esito se ne faccia. E, al riguardo, la proposta di legge fuga ogni dubbio avendo come obiettivo dichiarato quello di introdurre uno strumento di supporto alla conoscenza dei precedenti giurisprudenziali in materia tributaria, a beneficio di tutti. Non una metodologia che comporti la sostituzione della macchina al giudicante ma che, invece, sfrutta le potenzialità del calcolo inferenziale come ausilio nella (diffusione della) conoscenza in una determinata materia.

Fonte Norme e Tributi Plus Diritto de “Il Sole 24 Ore” del 11/07/2022