Tuttavia, per il Cnf, commette illecito deontologico se chiede un compenso maggiore di quello già indicato se non ne fa espressa riserva
L’avvocato può riservarsi di aumentare la parcella se il cliente non paga spontaneamente e tempestivamente la somma richiesta, ma se lo fa senza una specifica ed espressa previsione, commette illecito deontologico.
È quanto afferma il Consiglio Nazionale Forense (nella sentenza n. 90/2021), rigettando il ricorso di un professionista avverso la sanzione dell’avvertimento inflittagli dal Consiglio di Disciplina.
Ad avviso del collegio, infatti, l’avvocato ha violato senza dubbio il precetto deontologico che impone di non richiedere compensi manifestamente sproporzionati rispetto all’attività svolta nonché di non richiedere, in caso di mancato pagamento, un compenso maggiore di quello già indicato, salvo che non abbia fatto espressa riserva da formularsi contestualmente alla indicazione del compenso richiesto, dal momento che i destinatari della richiesta devono essere messi in grado di conoscere immediatamente ed inequivocabilmente le conseguenze alle quali vanno incontro in caso di mancato, spontaneo pagamento del compenso richiesto dal professionista nell’ammontare specificamente indicato.
Fonte Norme e Tributi Plus Diritto de “Il Sole 24 Ore” del 07/10/2021
