Via libera al documento nativo digitale anche se manca la firma online

L’uso della telematica nel processo civile, se da una parte ha semplificato il sistema e in fase pandemica ha evitato il blocco delle attività, dall’altra ha aperto un nuovo contenzioso, alimentato, dallo scorso 31 marzo, anche dal debutto del digitale in Cassazione.

Principio base, anche nel telematico, è quello contenuto nell’articolo 156 del Codice di procedura civile, che salva dalla nullità gli atti formalmente viziati se hanno comunque raggiunto il loro scopo. Così, sulla scia della pronuncia della Cassazione a Sezioni Unite 23620/2018, è valida l’opposizione a decreto ingiuntivo che sia formata su supporto digitale (nativa digitale) e contenga la sottoscrizione digitale, anche se manca la firma telematica dell’atto allegato alla notifica telematica. Sottoscrizione digitale o asseverazione di conformità all’originale sono, infatti, necessarie solo quando la copia informatica sia estratta per immagine da un documento analogico.

Fonte Norme e Tributi Plus Diritto de “Il Sole 24 Ore” del 24/05/2021