DIRITTO CIVILE

Cassazione Sezioni Unite, sentenza n° 13167 del 17/05/2021

Sanzione disciplinare per il legale che nella pendenza di una causa di opposizione a decreto ingiuntivo per il pagamento della propria parcella, invii una lettera direttamente al proprio ex cliente, e ad altri soggetti estranei al giudizio, senza inoltrarla ai legali della società opponente, esponendo ragioni già oggetto del giudizio in corso, accusando i destinatari di azioni illecite e intimando loro il pagamento della somma in contestazione. Lo hanno stabilito le Sezioni unite della Cassazione, sentenza n. 13167 depositata oggi, confermando la sanzione dell’avvertimento comminata al legale dal CNF, per violazione degli articoli 6 e 27 del Codice deontologico, e respingendone il ricorso.

Secondo il Consiglio nazionale forense l’“incolpato aveva un preciso obbligo deontologico di non superare il collega, mentre era “irrilevante la circostanza che egli non avesse agito in qualità di avvocato, ma in qualità di titolare del credito fatto valere”, in quanto l’illecito disciplinare prescinde dalla natura personale o privata del comportamento, dovendo l’avvocato, in qualità di collaboratore della giustizia, improntare la sua condotta a criteri di correttezza e dignità anche se il suo comportamento non ha alcuna relazione con l’attività professionale”.

Fonte Norme e Tributi Plus Diritto de “Il Sole 24 Ore” del 17/05/2021