DIRITTO CIVILE

Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate, con la Risposta n. 313 del 30 aprile scorso ad un interpello sollevato da un Consiglio dell’ordine degli avvocati

Il reddito di cittadinanza rileva ai fini della determinazione del reddito per l’ammissione al gratuito patrocinio.

Lo ha chiarito l’Agenzia delle entrate con la Risposta n. 313 del 30 aprile scorso ad un interpello sollevato da un Consiglio dell’ordine degli avvocati. Non può dunque essere ammesso “al beneficio del patrocinio a spese dello Stato il soggetto che per effetto dell’erogazione di tali somme superi il limite di reddito a tal fine previsto”.

Inoltre, la Cassazione sul punto ha affermato che “ai fini dell’ammissione al patrocinio a spese dello stato, per la determinazione dei limiti di reddito rilevano anche i redditi che non sono stati assoggettati ad imposte vuoi perché non rientranti nella base imponibile, vuoi perché esenti, vuoi perché di fatto non hanno subito alcuna imposizione; ne consegue che rilevano anche i redditi da attività illecite ovvero i redditi per i quali l’imposizione fiscale è stata esclusa” (sentenza n. 36362/2010).

Fonte Norme e Tributi Plus Diritto de “Il Sole 24 Ore” del 06/05/2021