Lo ha chiarito la Corte di Cassazione, sentenza n. 9388 del 08/04/2021, accogliendo (con rinvio) il ricorso di un soggetto “fallito” contro Intesa San Paolo

Il ricorrente aveva dato mandato alla banca di vendere una serie di immobili di sua proprietà per ripagare i debiti ma l’istituto di credito dopo una prima alienazione si era disinteressato delle vendite per i due anni seguenti ed aveva infine chiesto il fallimento del debitore.

Le domande di risarcimento del danno da parte del correntista erano però state respinte nelle fasi di merito in quanto ritenute coperte dal precedente giudicato relativo al rigetto della opposizione alla dichiarazione di fallimento.

Per la Cassazione però la richiesta di danni così come formulata è da considerarsi nuova e non coperta dal precedente giudicato in quanto la circostanza dell’esecuzione del mandato conferito alla banca “era stata valutata esclusivamente ai fini dell’accertamento dello stato di insolvenza, in relazione al quale il Tribunale, facendo riferimento all’esposizione debitoria ed all’assenza di liquidità di cassa e di credito bancario, ha dichiarato il fallimento”.

Fonte Norme e Tributi Plus Diritto de “Il Sole 24 Ore” del 08/04/2021