DIRITTO CIVILE

Tribunale di Firenze, sentenza n. 15264 del 23/03/2021

Una recente pronuncia del Tribunale fiorentino rimette in discussione il principio cardine espresso dalle SSUU nel 2020 riattivando il filone giurisprudenziale valorizzato dal precedente di Cassazione n. 24629 del 2015.

La questione era stata appianata dalle Sezioni Unite n. 19596 del 18.09.2020, che hanno messo a punto il principio per il quale in materia di opposizione a decreto ingiuntivo, esaurita la fase di discussione della provvisoria esecutorietà del decreto opposto, l’onere di attivazione della procedura di mediazione obbligatoria deve essere posto in capo alla parte opposta, vale a dire al soggetto creditore, titolare del decreto ingiuntivo. Con la conseguenza, determinante, che alla mancata attivazione della mediazione consegue oltre all’estinzione del procedimento di opposizione anche la revoca del decreto ingiuntivo opposto.

Questo autorevole principio è stato rimesso in discussione dalla recente sentenza n. 15264 del 23.03.2021 del Tribunale di Firenze, la quale si è discostata dalla posizione autorevole delle Sezioni Unite, sostenendo che sarebbe del tutto ingiusto, e contrario all’obiettivo deflattivo della mediazione, imporre ad un soggetto già in possesso del decreto ingiuntivo, che si consolida con l’eventuale estinzione del giudizio di opposizione e che può giustamente ritenersi non interessata alla prosecuzione del giudizio, di attivarsi per la mediazione, permettendo così al debitore di beneficiare di meccanismi dilatori che sono invece contrari all’ordinamento di diritto, e preannunciando di fatto una nuova azione processuale da parte del creditore.

Fonte Norme e Tributi Plus Diritto de “Il Sole 24 Ore” del 29/03/2021